All that glitter, ain't GOLD ::

sabato, aprile 26, 2008

Sometimes it snows in April
Sometimes I feel so bad, so bad
Sometimes I wish that life was never ending
But all good things, they say, never last
All good things that say, never last
And love, it isn't love until it's past
 

[ Questo blog chiude definitivamente. Grazie a tutti. ]

posted by TheMAX 23:32 | commenti

giovedì, luglio 05, 2007

 

Consigli (VIVISSIMI) per gli acquisti ...

(anche per le vacanze)

posted by TheMAX 11:22 | commenti (6)

domenica, giugno 10, 2007

posted by TheMAX 19:40 | commenti

sabato, giugno 09, 2007

Come moltissimi altri anch'io ho dei blog o dei siti di riferimento per trarre ispirazioni. Uno dei migliori è senza dubbio l'UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
Il nome farebbe pensare a dei perseguitati da un novello Torquemada, invece no, anzi! Esattamente il contrario! Chi perseguita o inquisisce sono proprio loro, i quali si accaniscono un po' su tutti i temi dove ci siano scelte etiche da farsi. In questo periodo (ma in effetti è da anni che martellano) la pagina più gettonata è quella dell'8 per mille. Il banner è stupendo "OGNI ANNO DEVOLVI LE TUE TASSE ALLA CHIESA CATTOLICA E NON LO SAI". In effetti è vero: le MIE tasse (non so le vostre) pensavo andassero al Ministero delle Finanze. Ora scopro che qualche membro altissimo del Vaticano ha occupato il Ministero delle Finanze e si puppa allegramente TUTTE LE NOSTRE TASSE.
Oibo', cazzarola, perdindirindina!
Non è che nel Comitato di Presidenza, oltre a Margherita Hack (l'unica donna al mondo che non fa figli perchè sostiene che non esista spiegazione scientifica al fatto), c'è anche Dan Brown?

In effetti ci sono moltissime altre associazioni no-profit e di pubblico servizio a cui potremmo dare l'8 per mille. Vi aiuto:
- le Bestie di Satana;
- la Massoneria;
- le Nuove Brigate Rosse;
- la Ndrangheta;
- la Sacra Corona Unita;
- Dianetics;
- la Cooperativa per la Salvezza del Gatto;
- AL-QAEDA.

posted by TheMAX 14:39 | commenti

domenica, aprile 15, 2007

COMUNICATI: il Comitato, raggiunto il quorum, da lunedì appuntamento in municipio


Il comitato promotore “Credito Zero” per il referendum abrogativo comunale contro la delibera che sancisce l’intesa tra la Città di Torino e la Juventus F.C. S.p.A. per consentire ai bianconeri un prestito ventennale di 120 milioni a tasso zero i cui interessi saranno pagati dallo Stato, informa che nella prima giornata di raccolta firme il numero minimo di 2000, necessario per la presentazione della richiesta ufficiale di referendum, è stato ampiamente superato.

L’incredibile e inaspettato afflusso di pubblico, a cui non eravamo preparati, non ci ha consentito di registrare tutte le firme che avremmo voluto: sarebbero stati necessari altri punti di raccolta.

Tuttavia, per operare entro un margine di sicurezza, la raccolta firme continuerà nei prossimi giorni: chi vorrà firmare potrà farlo a partire da lunedì 16 aprile, presso il Comune di Torino, piazza Palazzo di Città 1, rivolgendosi agli uffici della Segreteria Generale.

PER INFORMAZIONI
credito.zero@libero.it

posted by TheMAX 22:56 | commenti (1)

mercoledì, aprile 11, 2007

Poèsia
Questa non è opra d’ingegno
o di mestiere
ne menestrello, ne cantore
ruvido esempio d’artigiano
di chi con parole tempra seme
e ara il campo di cortesie
Non suona in orchestre da camera
ne silenzi in camerata
Non dipinge in pointillisme
la Rue de Clignancourt
o la Boulangerie du Chemin Vert
Non calca le scene
Non cala le palpebre
Resta in attesa
Solo
Solo a vedere
ad accorgersi che il tempo
non tramuta il talento
in poesia

posted by TheMAX 23:26 | commenti (1)

mercoledì, agosto 16, 2006

Risposta al Prof. Paolo Bertinetti, docente di letteratura inglese all'Università di Torino.

Questa è una risposta, punto per punto, al Prof. Paolo Bertinetti, docente di letteratura inglese all'Università di Torino e propositore del Manifesto Bianconero, da parte di un umile architetto, libero professionista della Provincia di Torino.
Questa è una risposta indignata, ma assai meno meravigliata, dalle falsità riportate nell'originale a cui rispondo punto per punto e, soprattutto, al quotidiano TuttoSport che l'ha pubblicato in prima pagina dando dignità a spropositi e sproloqui assai originali per un "qualificatissimo intellettuale", come il Professore Bertinetti viene definito da TuttoSport.

PROPOSTA DI DECALOGO PER LO JUVENTINO CONSAPEVOLE.
MASSIMO FANTINO


1) Gli ultimi due campionati sono stati oggetto di vari tipi di illecito sportivo e, perciò, meritatamente revocati alla Juventus.
2) Gli scudetti sono quindi 27. Ed è gia' andata bene, se l'indagine fosse stata estesa agli ultimi 30 anni probabilmente gli scudetti meritati sarebbero molti meno, senza parlare delle Coppe. Il prossimo scudetto - perchè aspettare il 30 esimo che, oltretutto, in condizioni "normali" verrà tra un numero spropositato di anni - sarebbe bello venisse dedicato a Pessotto.
3) La sentenza contro la Juventus l'hanno decretata gli avvocati, i pubblici ministeri, i giudici e compagnia bella, i quali, necessitando "in primis" di salvaguardare la propria giusta parcella e i propri compensi, hanno dato un colpo al cerchio ed uno alla botte, arrivando a una sconcertante sentenza che, in definitiva, è addirittura premiante per la Juventus. Per desiderio di giustizia - desiderio fortemente perseguito con il Genoa non più tardi dell'anno scorso - la sentenza più giusta sarebbe stata la Serie C con 30 punti di penalizzazione. Il Potere Mediatico, peraltro, è fortemente schierato in favore della Juventus,e non il contrario. I quotidiani torinesi, e non solo, per paura di perdere una buona fetta di mercato o per altro, hanno fin da subito messo in atto una campagna vergognosa mirata a disconoscere ogni forma di giustizia che non sia favorevole alla Juventus, non argomentando le motivazioni per cui tale sentenza sarebbe vessatoria ma limitandosi a trattare la squadra bianconera quale vittima designata delle nefandezze altrui e a richiedere, in maniera assolutamente infantile, pene analogamente pesanti anche per le altre squadre coinvolte nel fattaccio. Vergognosa, ancor di più, è stata poi la presa di posizione di personaggi politici di primo piano che hanno pubblicamente disconosciuto i poteri giudiziari, offendendo gli italiani che li hanno votati e portati al potere.
4) Le sentenze della giustizia sportiva italiana non hanno niente a che fare con la Giustizia, questo è vero. La Uefa, nel caso dell'Olimpique Marsiglia non si é intromessa nelle sentenze francesi, limitandosi ad escluderlo dalle Coppe e basta. In questo caso, visto che in ballo c'erano "poteri forti", la Uefa si è sentita in dovere di mettere in "stand-by" il Milan, giusto per non perdere la fiducia delle "grandi elettrici" italiane e mettendo in opera un teatrino dell'assurdo che, sicuramente, sarebbe stato esteso anche alla Juventus.Le motivazioni di Sandulli, ed in genere l'andamento di tutto il processo di secondo grado, sono assolutamente "singolari" (per non dire altro) e - queste si - meritorie di impugnazione da parte di tutti coloro che credono ad un "calcio pulito", essendo motivate unicamente a limitare i danni di tutte le società coinvolte e spianando, di fatto, la strada per ulteriori prolungamenti giudiziari in Camera di Conciliazione e, successivamente, al TAR.
E questo unicamente perchè le imputate si chiamavano Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio. Tale "mano leggera" non è mai stata applicata negli anni scorsi, quando le coinvolte si chiamavano Venezia, Catania, Perugia, Genoa, Torino.
5) Gia' in primo grado la sentenza e le motivazioni dell'accusa, avevano delineato l'esistenza di un progetto generalizzato e mirato a "spartirsi i favori" che coinvolgeva le società più "economicamente forti" a livello nazionale. In tale sistema Moggi non era l'unico a muoversi (ciò è stato dimostrato), ma era sicuramente l'elemento a cui i cosidetti "pesci piccoli" dovevano render conto per poter esercitare le proprie attività. Una sorta di "guardasigilli" a cui tutti dovevano dare informazione dei propri loschi traffici ottenendo l'avallo per poter operare parallelamente, o in comunione di intenti. Tale "potere" di Moggi era gia' da tempo consolidato, ma solo alla Juventus ha trovato la protezione e il campo fertile per poter essere esercitato ed ampliato fino a questo punto.
D'altronde la Juventus ha innegabilmente goduto di favori analoghi, ma anche superiori, anche negli anni in cui la Triade era ancora da venire. Moggi ha solo sfruttato l'ambiente favorevolissimo per aumentare il suo dominio.
6) Qualunque sia l'esito delle vicende processuali e giudiziarie, i tifosi della Juventus devono essere consci e consapevoli che la propria squadra, in un modo o nell'altro, sarà prestissimo oggetto di qualche tipo di condono o di altro metodo che consentirà loro di rientrare presto nel gotha del calcio italiano (se non addirittura da subito). Questo aumenterà a dismisura l'avversità degli altri tifosi avversari verso la Juventus. Su tutti i campi italiani, da Crotone a Milano, la Juventus sarà fischiata e schernita, e il suo nome risuonerà, per moltissimi anni, quale sinonimo di malaffare e corruzione.
7) Soprattutto sarà bene che i sostenitori della Juventus prendano atto che,la sua storia, è sempre stata costellata di episodi analoghi a questi e pure più gravi. Sarà ora che si prenda atto che anche le "vittorie", a cui quest'indagine è estranea, sono quasi tutte macchiate da episodi e fatti analoghi che i suoi sostenitori hanno ormai passato nel dimenticatoio. Scudetti "vinti" all'ultima giornata con una concomitanza di risultati altrui ultrafavorevoli e la cui pluralità e, appunto, concomitanza è degna e paragonabile almeno ad un "5" al Superenalotto. Ripescaggi nelle coppe, per gol di squadre gia' tagliate fuori dalla concorrenza, magari all'ultimo minuto. Per non parlare di fatti molto famosi come il gol di Turone o il rigore di Boniek nella finale dell'Heysel. Anche le passate vittorie internazionali - esempio eccelso la prima Coppa dei Campioni - hanno sempre il marchio di qualche episodio "troppo favorevole". E' da trent'anni che ciò va avanti (e non c'era Moggi). E se dimenticare, o non vedere, è prerogativa del tifoso bianconero, non è lo è certo per quelli avversari, i quali certi episodi macroscopici e vergognosi se li ricordano fin troppo bene, diventando simbolo ed emblema che contraddistingue - e contraddistinguerà sempre - la società bianconera, che sarà per sempre oggetto di scherno e derisione.
8) Anche la vittoria ai Mondiali 2006 è servita ai media prezzolati e ai politici compiacenti per spingere ancor più sull'"operazione colpo di spugna". La decenza poi ha consigliato di non addivenire al risultato sperato tutto di un colpo, ma in fasi successive. Il secondo grado ha consentito di ottenere gia' un gran risultato (che è gia' una vergogna) e di spianare la strada a quello che verrà successivamente: l'Apoteosi della Vergogna.
La vendita dei Campioni del Mondo era un'operazione gia' meditata da tempo: anche nel corso del processo la società Juventus ha sempre battuto sul fatto che, in tempi non sospetti, si era proceduto ad un totale "repulisti generale" allo scopo di far recuperare la verginità ormai persa da tempo immemorabile.
9) Gia' queste ragioni sarebbero sufficienti per evitare che intellettuali vittimisti, giornalisti prezzolati e politici corrotti, si prendessero la briga di replicare pubblicamente o, peggio, usare pagine di giornali per gettare fango su giudici e magistrati, adducendo ragioni infantili e senza senso e, soprattutto, dimenticando gli anni passati che, come gia' detto, sono ricchi di episodi e fatti assai peggiori a quelli di cui si sta parlando. Queste ragioni, dovrebbero per lo meno dare adito ad un momento di silenzio e di meditazione su un'intera storia di nefandezze e, al contempo, offrire l'occasione per dare la svolta iniziando un'opera necessaria di recupero dell'onorabilità.
10) In ogni caso, molte volte la fede juventina e la fede religiosa, fatte le debite proporzioni, sono equiparabili:tutti sono pronti a professarsi cattolici ma, la domenica, le Chiese sono sempre più deserte. Si va in Chiesa a Natale, Pasqua, ai matrimoni e ai funerali. Nelle occasioni, insomma.
In questo, lo juventino è parecchio "cattolico": pronto com'è a riempire lo stadio solo in occasione della finale di Champion's League e a darsi latitante gia' nei quarti di finale.
Quest'anno (forse) c'è un'occasione per redimersi e riempire magari lo stadio in occasione dei playout per non andare in serie C.
La si prenda come una necessaria penitenza che il tifoso bianconero (vero) accetterà in virtù dei tanti anni di vacche grasse.
Mi correggo, erano delle finte magre.

 
In fede
Architetto Massimo Fantino

 

Tuttosport aveva pubblicato questo, in prima pagina:

PROPOSTA DI DECALOGO PER LO JUVENTINO IDEALE
PAOLO BERTINETTI
1) Gli ultimi due campionati sono stati vinti meritatamente sul campo dalla Juventus.
2) Gli scudetti della Juve sono quindi 29. Il prossimo sarà il trentesimo e sarebbe bello che venisse dedicato a Pessotto.
3) La sentenza contro la Ju­ventus l’hanno decretata i me­dia, prima dell’inizio dei pro­cessi, non per desiderio di giu­stizia, ma per desiderio di di­struggere una squadra troppo forte, invisa ed estranea ai centri del potere mediatico.
4) Le sentenze della giustizia sportiva italiana non hanno niente a che fare con la giusti­zia. La Uefa, che per il cosid­detto schiaffo morale al Milan teneva conto delle sentenze italiane, lo ha ammesso in Champions perché « non c’e­rano basi legali» su cui fonda­re il rifiuto. La Juve è stata condannata nonostante non ci fossero basi legali per farlo: lo ha dichiarato lo stesso presi­dente Sandulli, quando ha ri­conosciuto che non c’era sta­to nessun illecito.
5) Già la sentenza di primo grado ammetteva che non esi­steva la cupola Moggi, ma che ciascuna squadra faceva i propri interessi: se per questo ai dirigenti della Juve sono da imputare delle colpe, è eviden­te che tali colpe non possono essere maggiori di quelle dei dirigenti del Milan, che era in posizione di predominio asso­luto in Lega e nelle televisioni (e al governo).
6) Qualunque sia l’esito delle vicende processuali, i tifosi della Juve sanno che, a pre­scindere da errori o eventuali colpe commesse dai suoi diri­genti, la loro squadra è stata vittima di un vero e proprio linciaggio.
7) Soprattutto sanno di essere i sostenitori di una squadra che nella sua storia ha avuto grandissimi campioni, da quelli degli anni Trenta a quelli degli anni Cinquanta, da Boniperti, Sivori e Charles ai campioni di Trapattoni, da quelli di Lippi a quelli di Ca­pello. E che i campioni juven­tini sono stati decisivi per le vittorie della Nazionale ai Mondiali del passato.
8) Anche per la vittoria ai Mondiali 2006 sono stati im­portantissimi i cinque giocato­ri della Juventus. E la “ sen­tenza anticipata” serviva an­che a costringere di fatto alcu­ni di loro ad andarsene, to­gliendo alla Juve 2006/07, co­munque andassero a finire i processi, il vantaggio e l’ono­re di avere in squadra cinque campioni del mondo.
9) E’ per tutte queste ragioni, in positivo e in negativo, che siamo intenzionati a sostenere la Juve senza riserve e a rin­facciare ai suoi accusatori il loro moralismo pretestuoso e peloso.
10) In ogni caso, per la fede juventina e per la fede religio­sa, fatte le debite proporzioni, vale lo stesso discorso: nessun cattolico, per quanto severo e rigoroso, si umilia e si fa umi­liare a causa delle colpe di al­cuni Papi.
Lanciato in prima pagina dal nostro giornale giovedì dal nostro giornale giovedì 13 luglio per mano di un qualificatissimo gruppo di intellettuali, il Manifesto Bianconero ha subito raccolto il pieno consenso del grande popolo juventino. Ora il professor Paolo Berti­netti, docente di letteratura inglese all'Univer­sità di Torino e autentico motore dell'iniziativa, propone il decalogo del neo-Comitato dei Probiviri del quale ab­biamo parlato martedì 5 agosto. Si tratta di un ulteriore passo in avanti, con una richiesta rivolta a tutti gli juventini: partecipate inviando suggerimenti, correzioni, critiche o ulteriori punti per completarlo. La riscossa ha sempre bisogno di idee.


 

posted by TheMAX 23:36 | commenti (3)

lunedì, giugno 26, 2006

CASTELLI DI RABBIA
Fonte: Marco Travaglio - L'Unità
Non è elegante dire: noi l’avevamo detto. Ma è così. La Procura federale che sosterrà l’accusa al processo sportivo su Calciopoli, e che è rimasta la stessa dell’Ancien Regime gallian-moggiano, ha depositato i deferimenti: 109 pagine firmate dal procuratore Stefano Palazzi che potrebbero intitolarsi «Abbiamo scherzato». O «Tarallucci e vino». Questi pm sportivi, mirabili incroci genetici fra il Gattopardo e don Abbondio, hanno spezzettato il lavoro di Francesco Saverio Borrelli, destrutturandolo in mille episodietti singoli avulsi dal contesto.
Cioè dal «sistema» così ben descritto a suon di prove dall’ex procuratore di Milano. E si accingono salvo improbabilissime sorprese a comportarsi di conseguenza con morbide richieste di pena alla Caf. Che è stata bonificata in extremis sotto la guida di Cesare Ruperto, ma ha le mani legate: diversamente dai tribunali, non potrà infliggere sanzioni più pesanti di quelle sollecitate dalla Procura. Il collo di bottiglia del processo sportivo è proprio la Procura Federale, un Jurassic Park neppure sfiorato dal repulisti pallonaro.
Borrelli vede come chiunque abbia letto le intercettazioni «un illecito strutturato», un «accordo associativo», una «struttura consistente e pervasiva che ha dimostrato capacità di incidenza sull’intero sistema calcio, occupando tutti gli spazi» e che si è consolidata almeno dal 1999, essendo impensabile che si sia «materializzata d’incanto in un solo campionato». Una galassia perversa che ruotava intorno a due soli: il «sistema Juventus», più forte sul campo grazie al vassallaggio di designatori e arbitri, e il «sistema Milan», più forte sul piano politico-imprenditoriale, grazie al premier-padrone, al vicepresidente Galliani presidente di Lega, al controllo sulle televisioni e sui diritti, e al ruolo del «responsabile arbitri» rossonero, il ristoratore tuttofare Meani, che chiedeva e otteneva guardalinee à la carte («assistenti graditi come Contini, Copelli, Puglisi, Babini»).
Borrelli rileva che «per il Milan non può parlarsi di organizzazione strutturata come quella juventina», ma questo «non toglie l’emersione di un’influenza diretta ed efficace sui designatori». Galliani sapeva tutto di quel che faceva Meani, anche se «si è “sforzato” di prendere le distanze dal suo collaboratore, riconducendo le sue attività ad iniziative di carattere personale». Quella disegnata da Borrelli è un’associazione a delinquere con due cupole, una più grande e l’altra più piccola, ma sempre alleate nelle scelte strategiche, il che spiega il duopolio Milan-Juve contro chiunque tentasse di alzare la testa.
Un reato associativo molto più facile da dimostrare nella giustizia sportiva, dove vige la responsabilità oggettiva delle società, l’onere della prova è invertito (il sospettato deve dimostrare di essere innocente, e non viceversa), e basta tentare di alterare un risultato per commettere l’illecito sportivo (articolo 6) e non solo per violare la lealtà sportiva (articolo 1). Invece che cosa accade? Che Borrelli, con la sua cultura penale, si cala a meraviglia nella filosofia della giustizia sportiva. Mentre la Procura federale indossa i panni impropri di quella penale, cancellando tutte le responsabilità «di sistema», perdendo di vista il contesto e polverizzando le indagini su mille casi individuali.
E nemmeno tutti; dei quattro guardalinee della scuderia Milan ne vengono deferiti solo due; Galliani risponde di sola slealtà (art. 1); e il Milan, per l’illecito, risponde non di responsabilità diretta, ma solo oggettiva. Come se Galliani non sapesse quel che faceva Meani. Come se Meani procacciasse guardalinee «amici» a titolo personale, e non, come scrive Borrelli, «nell’interesse della società». Gli avvocati dei club hanno già l’acquolina in bocca. E’ il delitto perfetto.
Speriamo fino all’ultimo di essere smentiti. Ma le premesse dicono che la Juventus, anziché finire in C, potrebbe fermarsi alla B (temeva e meritava peggio: in B manterrà gli sponsor e il contratto Sky, e potrà pure alleggerire un monte-ingaggi ormai insostenibile).
Il Milan resterà in A, con qualche penalità sul punteggio del campionato passato, e manterrà addirittura la Champions League. Anche Fiorentina e Lazio perderanno qualche punto, la prima passando dalla Champions all’Uefa, la seconda perdendo l’Uefa. Doveva essere il processo al calcio, sarà un processo a qualcuno: per giunta già fuori gioco, come Moggi e Giraudo, Carraro e De Santis. La montagna del più grave scandalo della storia del pallone rischia di partorire un topolino. Un castello di sabbia. E, presto, anche di rabbia.

posted by TheMAX 14:27 | commenti (1)

sabato, maggio 13, 2006

posted by TheMAX 00:45 | commenti

posted by TheMAX 00:40 | commenti