All that glitter, ain't GOLD ::
lunedì, ottobre 27, 2003
Misteri della Fede e della Scienza.
Sarà l'inizio imminente del Ramadan, che porta alcuni musulmani, tra cui il Sig. Adel Smith, ad avere un impeto vendicativo nei confronti di coloro i quali non solidarizzano astenendosi da alcuni minimi istinti di sopravvivenza, sarà una sorta di impeto di orgoglio da Repubblica dei Misteri che porta alcuni "disobbedienti" a dichiararsi politicamente "perseguitati" nell'ambito delle indagini sui delitti Biagi e D'Antona da parte delle presunte Brigate Rosse, fatto sta che c'é in giro una sorta di generalizzata insofferenza istituzionale, che sfocia in controproducenti e ingombranti polemiche tese ad ostacolare il normale decorso dell'attività giudiziaria.
Ora, che ci siano (e prolificano con una velocità incredibile) i soliti disturbatori istituzionali, direi che é prassi più che consolidata, quel che é grave invece é che le istituzioni preposte, invece di fare orecchie da mercante e proseguire come se non esistessero, li foraggiano di considerazione.
Così Castelli apre un'inchiesta su chi sia stato ad emettere la sentenza su cui si gongola Adel Smith e, nel frattempo, alcuni "brigatisti col palmare" si dichiarano prigionieri politici, quasi fossimo nel pieno degli anni di piombo e fossimo tutti eskimo-dotati, senza che si alzi, da qualsivoglia lato della barricata, un solo minimo alito di scherno.
E pure i giornali danno ampio risalto alle due vicende, con dovizia di schieramenti e di prese di posizione, quasi si trattasse di roba seria.
E così leggiamo amenità del tipo che la postina delle BR era mamma e moglie irreprensibile e il marito non sospettava affatto che, tra una bolletta e l'altra, sua moglie facesse scivolare alla posta rivendicazioni di delitti a sfondo politico con la clip-art della stella a 5 punte.
Oppure leggiamo dei metodi fantascientifici che la polizia ha usato per "decodificare" (vorrei sapere come) i cellulari dei brigatisti e risalire ai contatti e ai basisti. Quasi ci si parlasse con algoritmi non basati sulla lingua italiana.
D'altronde é opportuno magnificare e pubblicizzare con dovizia di misteriosi quanto indecifrabili particolari, i continui e velocissimi progressi della nostra polizia informatica e postale che finalmente non usa più due pesi e due misure, perseguendo con la medesima severità di pena che compete a reati del genere, chi compra copie taroccate dei CD della Playstation, chi scarica musica con un P2P e chi trama alle spalle dello Stato con il telefonino.
A questo proposito vorrei avvertire chi ha il logo della falce e martello e la suoneria di Bandiera Rossa sul proprio cellulare, che corre grave pericolo per la libertà personale, in quanto si rischia l'esposizione pubblica del nome della propria amante oltre al fatto che vostra moglie probabilmente non vi perdonerebbe mai di avere un'amante brigatista.
Meraviglie della Scienza.
Intanto i figli di Adel Smith dovranno, ancora per oggi, sopportare l'insostenibile visione del crocefisso appeso sul muro sopra la lavagna, sperando di non avere incresciose ricadute psichiche che, unite a quelle fisiche derivanti dalla mancata Kinder-Brioche causa Ramadan, potrebbero far vacillare la loro incrollabile fede nel Profeta e in Allah.
Adel Smith, nella sua qualità di padre premuroso e musulmano integerrimo, vuole solo evitare che le tentazioni derivanti da un panino con la mortazza si mescolino alla propaganda cattolica sempre in bella vista tra una lezione di Geografia e una di Inglese.
Almeno fino al tramonto, come non capirlo?
venerdì, ottobre 24, 2003
Confesso...
... mi sono lasciato contagiare da L'Isola dei Famosi.
Non riesco a non svegliarmi alle 6,30 del mattino per vedere il resoconto giornaliero dall'Isola.
Il Grande Fratello non mi aveva fatto per niente quest'effetto. Mah!, starò invecchiando.
Ora, tralasciando il fatto che il programma é strutturato benissimo, al punto che, francamente, sulla RAI era da tempo (anni) che non si vedeva simile qualità in una produzione, quel che colpisce di più é come i VIP riescano ad essere molto più "reali" dei perfetti sconosciuti alla Rocco Casalino o alla Taricone.
E tutto ciò, penso, che non sfuggirà alla RAI che avrà già in mente una seconda edizione.
Io i candidati li avrei tutti:
Alberto Tomba, Gabriella Carlucci, Mastrota, Adriana Volpe, Massimo Gilletti, Antonella Clerici, Little Tony, Marina Ripa di Meana, Aldo Busi, Melissa P.
Ci sarebbe di che divertirsi.
giovedì, ottobre 23, 2003
Onanismo blogger.
Dire che é "sconcertante" quel che si legge sul blog della Fazi Editore nell'apposito spazio dedicato a Melissa P., é certamente usare un eufemismo.
La sedicente seducente sedicenne ha finalmente un epistolare colpo di "sclero" verso la ben conosciuta blogger sua concorrente Sabrina, accusandola di essere (e qui vengo incontro alle assurde avvertenze di blog-show) "un'androgina onanista over 50".
Prendo atto che, evidentemente, simile pratica sessuale é l'ultimo dei tabù ancora non violato per la catanese e soprattutto prendo atto che questi bloggers stanno diventando un bel problema per gli sconosciuti scrittori di improvviso e improvvisato successo.
La ns. eroina dell'eros gotico ci fa sapere che era un'esperta reclutatrice di chatters sessuofobici ma non conosceva affatto i blog: un po' come dire che i creatori di Blair Witch Project non conoscevano Internet.
Proseguendo sul medesimo paragone, direi che é inutile quanto controproducente cercare di insabbiare le premesse, sventolando il successo come derivante da meriti esclusivamente artistici. Alzi la mano uno che dopo la visione della Strega di Blair al cinema e non edotto che la Storia non era nella Sala ma nella Rete, si sia alzato a fine proiezione e si sia prodigato in una standing ovation interminabile.
Stesso risultato per "100 colpi", tutti a dire (tranne gli editori naturalmente) che é una menata pazzesca, ma fatto sta che siamo alla terza ristampa con un risultato di 50.000 copie vendute.
Siamo, sempre più, un'italietta piccola, piccola.
Continuiamo a scannarci sui soliti argomenti e usando i soliti mezzi e continuiamo a farci prendere dai soliti pruriti, ma se uno, una volta e per sbaglio, si azzarda a non percorrere la strada canonica, manco viene considerato.
Per cui il blogger nudo e crudo, senza uno straccio di pubblicazione cartacea da esibire, puo' continuare imperterrito a manifestare via web le più sconcertanti e crude voluttà erotiche, puo' liberare ogni suo desiderio sadomasochistico o incestuoso, vedendosi al massimo tacciato di essere un visionario un po' singolare e troppo assiduo frequentatore di ynotnetwork.
Quel che é importante che non ci sarà comunque nessun dibattito e nessun Maurizio Costanzo ad accoglierlo.
La Mazzuccato ha dovuto "prostituirsi" al cinescopio per divenire degna di essere blog-letta e poi letta.
Melissa P. idem come sopra, ma ha fatto il percorso inverso, sicuramente più producente a livello di royalty e di pubblicità.
Se così non fosse, se quel PC non fosse mai stato in cantina ma nella camera buona, se l'e-mail alla Fazi non fosse mai stata spedita, se la madre di Melissa l'avesse messa in castigo senza discoteca per una settimana, staremmo qui a parlare dell'ennesimo diario adolescenziale dove le realtà narrate sono spesso indistinguibili dai desideri onirici, o viceversa.
Staremmo qui a parlare, insomma, di una nuova Sabrina, che si aggiunge a tante altre.
O di un altro onanista over 50.
martedì, ottobre 07, 2003
Felicità, ovvero l'Attimo sfuggente.
Rispondo volentieri a cana, per quanto possibile, che ha commentato il mio post precedente e a cui rimando per completezza di esposizione.
Rispondo alla rinfusa perché molte delle risposte richiestemi sono invece "provocazioni" (nel senso buonissimo del termine e ben vengano!) per portarmi su una strada che il ns. cana conosce sicuramente meglio di me e sperdermi come un novello Pollicino senza nemmeno i sassolini.
Per tutto ciò che concerne Epicuro, quindi, rimando totalmente a lui che, se vorrà, potrà delucidarci tutti sul pensiero epicureo e su come e quanto coincide o diverge dal mio.
Quando parlo di filosofi illuminati penso a tutti coloro i quali, per fama di bell'intelletto o di fine e acuto pensiero, si sono fermati per un attimo a cercare una definizione "assoluta" di felicità. Assoluta, perché non dipendente dall'individualità. Tutti coloro che hanno optato per un'operazione simile, hanno, secondo me, sbagliato o centrato il problema solo in parte. Ma questo é un altro discorso.
Il fulcro del mio pensiero é che l'Uomo, in qualsiasi periodo della propria vita, é alla perenne ricerca, mai compiuta, della propria felicità.
Ed é proprio quest'individualità, che contraddistingue la felicità di uno piuttosto che di un altro, che sottolinea ancor di più la mancanza di un concetto unificato di felicità, per invadere altri campi e altri significati più materiali che si chiamano scopi, fini, obiettivi, ambizioni. E' molto complicato questo schema che ho in mente e necessiterebbe un diagramma di flusso per esplicitarlo meglio, ma questi scopi, fini, obiettivi, ambizioni, a loro volta, esplodono in altre valenze ancora materiali che possono essere, solo per citarne alcune delle più semplici e ricorrenti, lusso, bellezza, fama, ricchezza, tranquillità, serenità, successo, posizione lavorativa, futuro prospero per la famiglia, potere, onestà, rettitudine, aiuto verso il prossimo, ecc.
La felicità di ognuno si esplica nel raggiungimento di un "fine" che ci si é dati come obiettivo da raggiungere o come infinita ambizione a cui non approderemo mai.
Diffido quindi quasi sempre della veridicità di certi detti popolari quali "la ricchezza non fa la felicità", come d'altronde del contrario. Anche se, a dire il vero e senza ipocrisia, ho visto molti più poveri che ricchi infelici.
Comunque, molto spesso, anzi quasi sempre, questo fine si trasforma e, una volta raggiunto, non lo si vede più quale ultimo traguardo, ma come una tappa verso qualcos'altro di superiore.
Così, ancora una volta, torniamo a ricercare la "felicità".
Sulle aberrazioni che cana cita (quella del nazista e dello stupratore) quali equiparabili, usando un ragionamento sillogistico che io non ho affatto usato (Epicuro forse, io no di certo), anch'esse ad una ricerca di felicità, vorrei che si riflettesse sul fatto che l'animo e l'intelletto umano non sono quasi mai interpretabili matematicamente in base alle esterne manifestazioni. Spesso c'è qualcosa di più complesso a monte che ci fa cadere in fallo nel momento in cui crediamo di aver raggiunto la saggezza per suddividere l'umanità intera in bianchi, neri, brutti, belli, buoni e cattivi.
Forse c'é qualcosa che non sappiamo o non conosciamo ma, per quel poco che ne so, non penso che in nessun caso un uomo uccida o sottometta un altro uomo per il solo e unico gusto di farlo. E, nei limitati casi in cui succede, siamo in un ambito diverso da quello di cui stiamo disquisendo. Ritengo pertanto l'esempio proposto poco o nulla calzante.
Senza scomodare saggi e uomini illustri oramai passati a miglior vita da secoli, ciò che mi interesserebbe sapere é la Vostra definizione di felicità, senza inquinamenti celebri.
Se lo volete sapere, stasera la mia felicità sarà tornare e ritrovare ancora i miei due sorrisi, e domani cercare di essere ancor più felice, facendo di tutto per farli splendere ancora di più. La mia felicità nella loro.
lunedì, ottobre 06, 2003
Felicità e Coscienza.
Un mio amico di Terni sosteneva che la felicità consiste in "du' rette paralele che s'encontrano a' l'infinito... o nun s'encontrano mai".
Probabilmente é la miglior definizione di felicità che abbia mai sentito, ivi comprese quelle di letterati illustri, uomini di cultura e di ingegno e filosofi illuminati.
Mi pare infatti fin troppo palese che il concetto di "felicità assoluta" sia ambito esclusivo di una linea di pensiero assolutamente teorica, ascetica e intangibile.
Non risulta infatti possibile definire la felicità senza appoggiarsi ad altri concetti, anche astratti, ma più coerenti e legati a ciò che sono le "umane miserie".
Che dunque la felicità, per alcuni, sia legata a aspirazioni, fini e obiettivi, puramente materiali o non lo sia affatto e si diriga verso schemi mentali assolutamente metafisici, non aiuta a discernere e identificare con sicurezza assoluta ciò che é il significato vero del termine e ciò che non lo é.
Perché dunque demonizzare e combattere ogni tipo di materialismo solo perché non riconosciuto dalla maggior parte delle filosofie o dei misticismi che via a via hanno influenzato e regolato lo sviluppo e la crescita dell'umanità, dalla notte dei tempi ai giorni nostri?
Perchè subordinare il tangibile all'intangibile e non viceversa?
Tutto ciò che é stato teorizzato e portato ad esempio dalle dottrine filosofiche e religiose per indicare il fine ultimo dell'uomo nella ricerca infinita della sua felicità é comunque e sempre diretto al soddisfacimento di bisogni squisitamente umani.
In pratica la felicità é sempre legata ad obiettivi esterni o mancanti alla propria esistenza, almeno per una qualsiasi parte della propria vita.
Un concetto che, nella sua essenza incontaminata, non puo' prescindere dalla coscienza, o dall'intelletto, ma prescinde, senza alcun dubbio, da ogni tipo di conoscenza, educazione o livello culturale.
Prescinde, senza dubbio, tanto per essere chiari, dal fatto di essere indottrinati o meno alla "infinita ricerca della felicità", sia nella sua essenza mistica, che morale, che intellettuale.
Un bambino appena nato é felice? E in cosa si esplica la sua ricerca della felicità se non nell'unica cosa che conosce, cioé sua madre ?
La coscienza, forse, é la discriminante della continua ricerca della felicità: coscienza dei propri limiti, coscienza di ciò che si ha o si puo' avere, coscienza della propria realtà.
mercoledì, ottobre 01, 2003
Melissa P. e Marilyn Manson, ovvero, come oggi la confezione attragga più del contenuto.Li accomuno perché mi sembrano il medesimo prodotto fatto per attrarre ancor prima di invadere il mercato.Il caso della ragazzina catanese e del rocker americano sono gli ultimi esempi di quanto oggi il mercato dei media si debba prostituire allo "scandaloso" o all'"osceno", per modo di dire, per vendere milioni di copie.Le analogie sono molteplici, ma anche opposte nelle direzioni a cui portano: la più lampante é la costruzione di un'immagine attinente al progetto editoriale/musicale che, nel caso del satanasso del rock, coincide con le aspettative del pubblico rendendendosi coerente e, nel caso della pasionaria catanese, contrasta in maniera palese con l'immaginifico del lettore.Due modi diversi per raggiungere lo stesso risultato, due modi opposti entrambi ricorrenti nei lavori di Oliviero Toscani o di altre guest star dell'ambito pubblicitario.Non si puo' non notare il grandissimo lavoro di marketing che sta dietro ai due prodotti, non si puo' evitare di pensare, in primis, al successo degli editori o dei discografici, prima ancora che a quello di chi, direttamente a prima vista, sembra il creatore del prodotto stesso.Non mi riesce per cui affatto difficile pensare ad un Marilyn Manson in pantofole e vestaglione di flanella che si gode i milioni di dollari guadagnati spacciandosi come l'antiCristo e, motivo in più, mi riesce assai semplice immaginare una ragazzina siciliana che, tra una sessione di chat e un sms, gioca a fare l'Emmanuelle Arsan per sentito dire, con buona pace dei genitori consenzienti (e lasciatemelo dire, mica pirla!), assicurandosi, al contempo, qualche gettone di presenza (milionario) ai vari programmi della premiata Ditta Costanzo-De Filippi.Se siano, o no, vere le vicende narrate in "100 colpi", mi interessa assai poco, mi attrae invece il dilemma che la ns. Melissa (o il suo alter-ego televisivo) suscita nel pubblico che la guarda, ovvero: "Con quel visino da Maria Goretti, non puo' essere!".Infatti, pure l'immagine, l'abbigliamento, il trucco, pare studiato a tavolino da schiere di make-up-maker, stilisti, visagisti e altri cultori della materia: ad un visino angelico, con trucco tenue ma labbra in evidenza, capelli sciolti ma ordinati, nessun tatuaggio, piercing o altro particolare esterno che distolga l'attenzione dall'interezza di una figura femminile lieve, diafana e niente affatto appariscente o attraente. Unici particolari che cadono nell'immaginario erotico più scontato e elementare: il tubino floreale accollato modello "geisha" e i sandali con doppio giro di lacci di cuoio intorno alla caviglia.Insomma, quasi tutto é calcolato per incutere nell'osservatore quel dubbio atroce: ma questa ci é o ci fa?E su questo dubbio, instillato da una bimba di 16 anni, ruota tutto il bandolo della matassa: ma questa ci racconta ste' cose pensando che gli crediamo? Con il diverso ma convergente risultato che i maschi adulti (dai 19 agli 80 anni) la detesteranno perché, anche nei confronti di una sedicenne con la mania di scrivere, forse ormonalmente troppo cresciuta,forse dotata di troppa fantasia o forse, ancora, manovrata da qualcun'altro che c'ha visto lungo, riescono comunque, per l'ennesima volta, a fare una pessima figura; mentre le donne adulte (dai 24 ai 70 anni) la detesteranno per l'insopportabile invasione, non concessa e non autorizzata, di un campo in cui pretendono da sempre di avere l'assoluto controllo. Gli unici che la magnificheranno elevandola a bandiera e simbolo della liberazione sessuale (?) saranno gli adolescenti, i quali saranno anche i meno increduli e scandalizzati di fronte alle gesta dell'eroina catanese, visto che ormai ciò che era immaginabile dalle vicende narrate in un libro é oggi perfettamente visibile su qualsiasi sito internet dedicato a loghi & suonerie.In pratica, per i coetanei della ns. scrittrice, ciò che colpisce non é la tipologia dell'azione che viene narrata, ma il fatto che questa viene espressa a parole, nero su bianco. Se poi uno passa ad analizzare i commenti di Melissa, riguardo il suo libro, avremo l'ennesima conferma a tutto ciò che é stato detto prima e, parimenti, un approfondimento ancora maggiore del dubbio atavico che continua ad attanagliarci: ma questa ci é o ci fa?Tutto ciò che é scritto viene infatti ribadito, dalla scrittrice, come rispondente a verità (e in periodo di sponsorizzazione del libro ci mancherebbe altro!), ma nulla di tutto ciò viene passato come "giusto", anzi la ragazzina abiura più volte il suo "percorso", giurando e spergiurando che la sua era soltanto una "ricerca d'amore" fatta nel posto sbagliato, nel modo sbagliato e con le persone sbagliate.Non c'é però nessuna minima presa di posizione a riguardo di un "percorso" che la ns. Melissa asserisce che potrebbe essere comune a molti altri suoi coetanei. Sottolineando il "potrebbe" perchè, in tal modo, insinua l'ennesimo dubbio anche a quel riguardo.C'é la sottolineatura di esperienze sbagliate, fatte in buona fede e con un risultato contrario a quello sperato. Solo questo é chiaro, come se le minuziose e dettagliate descrizioni dei rapporti e delle perversioni narrate nel libro, fossero solo un brutto ricordo da esorcizzare sventolandole ai 4 venti.Leggendo il libro rimaniamo quindi con l'amaro in bocca, perché non ci troviamo di fronte a una novella Anaïs Nin presa dall'impeto epistolare, anzi. Le vicende si dipanano mostrando la bassezza e le miserie di un mondo sconosciuto nel quale la protagonista sembra essere approdata quasi per caso, a seguito del naufragio della sua nave proveniente direttamente dal Paese delle Meraviglie.Ed ora tocca sopravvivere in questo mondo, popolato da indigeni che praticano il sadismo, lo stupro, la violenza e la dominazione fisica di ogni abitante del luogo. E il modo migliore per uscire da tutto ciò é l'assuefarsi alle regole del luogo, a quei codici non scritti che consentono di muoversi tra queste bestie immonde senza essere divorati ma divorando, senza provare dolore nella coabitazione ma cercando di andare ancora oltre qualsiasi paura per acquisire più forza, dimenticando gli usi e costumi del luogo da cui proveniamo, dipingendosi una "realtà" che non corrisponde più in nulla con quella conosciuta fino al giorno del naufragio.Ma il personaggio di Melissa P., o il suo corrispondente televisivo, non corrispondono in nulla con i canoni, ormai troppo conosciuti, dell'immemore assuefatto alle abitudini di un mondo selvaggio che ritorna dopo 20 anni al civilissimo, e un po' bigotto, paesello natio.Per nulla.Rimane solo la diafana figura di una ragazzina che ti guarda in maniera obliqua, trattenendo internamente il riso e centellinando attentamente ogni suo gesto, ogni suo movimento, come se tutto fosse gia' stato studiato e controllato più volte a tavolino.Ogni sua apparizione é breve e non compiuta, le domande a cui si sottopone sono tutte banali o scontate, le risposte anche di più e anche il tempo di permanenza in video pare studiato in modo tale da non dare adito ai curiosi di intravedere debolezza alcuna nelle argomentazioni o negli atteggiamenti che Melissa ci propone.Non ci sono accuse precise, non esistono moventi nè cause ambientali o sociali - come invece fu per Lara Cardella, portata più volte a paragone con Melissa - e l'arma del delitto non sarà mai ritrovata.Rimane solo il cadavere, muto, biancastro, con uno sorriso sarcastico, le labbra disegnate e il tubino da geisha, al suo fianco un libro di meno di 200 pagine, tutte bianche tranne una, su cui sta scritto: "L'ho fatto, non bisognava farlo ... ma non so se non lo rifarei, andava fatto... ma non così... o forse solo in un altro modo... ma andava fatto... ora l'ho capito... lo scrivo qui così lo capirete anche voi... con meno di 10 euro, forse, saprete se l'ho fatto... o forse no.Se lo scoprite, però, ditemelo."
Pensionato di Cerveteri baratta il catetere per un piercing di Cartier.
"Questa legge finanziaria darà modo a tutti di vivere nel benessere".
Gia' mi vedo a 85 anni, arzillo, bavoso, un po' decrepito, dopo aver lavorato fino a 65 anni (e forse oltre) e capitalizzato i 15-20 anni di pensione, darmi alla pazza gioia in quel di Las Vegas, tra un Nude-Bar, un casinò e la suite imperiale con l'idromassaggio e lo specchio sul soffitto.
Non é male come prospettiva, anche se uno la vede dal lato meno gaudente, ovvero mi potrò dare a gare di scopone scientifico al Centro Anziani, scommettendo 10 € al punto, e forse non avrò molti problemi a pagarmi la retta vitalizia al Soggiorno Alba Serena dove risiederò per i restanti lustri da vivere. E al grido di "semel in anno licet insanire", ogni mese di Settembre mi darò a quei viaggi organizzati dalla Linidor al Santuario di Oropa, con pranzo al sacco e intrattenimenti ameni quali dimostrazioni dei nuovi pannoloni per adulti aromatizzati al patchouli.
Oppure, meglio ancora, potrò investire i miei capitali nell'edificazione di un mausoleo funerario onde trovare consona e idonea sistemazione quel lontanissimo giorno che verrà.
O magari, ancora, allo scoccare dei famigerati 40 anni di contributi, cioé dei miei 70 anni solari circa (sempre grazie a quei benemeriti della mia Azienda che mi hanno trattenuto!), potrò "scegliere" di non andare in pensione e rimanere in Azienda con un aumento della busta paga pari al 32% ! Con sommo gaudio e immenso piacere dei miei datori di lavoro che avevano cercato di convincermi in ogni modo a restare, anche prostituendosi, piuttosto di cedere prendendo 4 lavoratori interinali e pagarli un'amenità a progetto.
Se poi a tutto ciò uniamo il fatto che sicuramente per i prossimi 20 anni godremo di un miglioramento sensibile degli indici economici del nostro Paese, diminuirà cioé l'inflazione, diminuiranno i prezzi al consumo in virtù del giro di vite ai commercianti, pagheremo meno tasse grazie agli sconti fiscali e agli incentivi economici a figliare come conigli, il potere d'acquisto del ns. Euro batterà sicuramente quello di tutte le altri maggiori monete mondiali e la disoccupazione si ridurrà drasticamente grazie ai nuovi contratti e agli incentivi ad assumere, non ci riesce difficile pensare ad una situazione che ci vede ottuagenari e contenti rimpallare tra una crociera e l'altra e tra un concessionario automobilistico giapponese e una filiale di Bulgari a New York.
Insomma, c'é solo l'imbarazzo della scelta, ma soprattutto c'é da stare tranquilli perché gli Angeli Custodi in doppio petto grigio vegliano su di noi, garantendoci un futuro prospero e di grandi soddisfazioni.
L'unico cruccio che mi rimane è che a 90 anni suonati, nel pieno delle mie facoltà mentali e senza l'ausilio di cateteri, non saprò chi ringraziare di tutta questa manna che mi piove dal Cielo, visto che i fautori di tutto ciò forse saranno passati a miglior vita da un pezzo in qualche sperduta ma amena località egiziana, causa vene varicose.
