All that glitter, ain't GOLD ::

giovedì, settembre 16, 2004

Madri
svegliate dai latrati
sfrondano rami dai frutteti
aspettando l'autunno
lavano marciapiedi
in attesa della neve
Padri
nascosti tra le fronde
aizzano i cani
impiccano lepri agli steccati
le osservano morire
senza lacrime
senza dolore per la stanchezza
senza ragione per la fatica
solo il tempo puo' ucciderli
ancora

(in memoria delle vittime di Beslam - Settembre 2004)

posted by TheMAX 14:44 | commenti (1)

giovedì, settembre 09, 2004

Dubbi notturni.

Le ultime vicende di questi giorni fanno risaltare dubbi e interrogativi che possono sembrare addirittura strumentali e cinici se confrontati con la drammaticità degli eventi.
Sono quei dubbi che nascono "a mente fredda", magari in un attimo insonne nel cuore della notte, quando esci sul balcone per prendere un po' d'aria e gli unici segnali di vita che riesci a scorgere nell'oscurità sono le candele sulle finestre in memoria delle vittime di Beslan.
Meglio sarebbe cercare il primo oggetto infiammabile a portata di mano, accenderlo, porlo in bella vista sul balcone e senza tante domande sul significato o sull'utilità del gesto, rimettersi a letto e cercare di prendere sonno, pacificandosi coscienza e cancellando i dubbi.
Se l'insonnia invece é più forte, nascono domande, secondo me, più che legittime e giustificate.
Cosa ci facevano più di 1000 persone in una scuola atta a contenerne, si e no, 300 e in una regione largamente confinante con la vicina Inguscezia (spero si scriva così) oggetto di un'attentato ad opera dei ceceni appena pochi mesi fa? Qual'è l'utilità e il ruolo (vero) delle ONG? Perchè in una zona in cui é in atto un conflitto armato, o chiamiamolo com'è, una guerra, vi é un così alto numero di "civili" la cui presenza non ha arte, ne parte nel conflitto stesso?
Chi da i visti di ingresso ai giornalisti non accreditati?
Qual'é il ruolo delle famigerate società private di protezione personale (moltissime peraltro)?
Io penso che sia in atto una tremenda confusione nella maggior parte dell'opinione pubblica alimentata naturalmente dai mass-media. Qui non siamo di fronte a atti terroristici, siamo di fronte ad atti di guerra. Un guerra combattuta con mezzi a nostro esclusivo uso e consumo, che alimentano il nostro odio, provocano divisioni e contrapposizioni interne e scatenano le nostre paure più ataviche, colpendo i simboli occidentali più intoccabili.
E proprio in virtù di questa confusione, del nostro (insito nella nostra natura di popoli pacificati da 60 anni) rifiuto ad accettare come "vera e tangibile" una situazione di guerra globale, e non ristretta nelle scale terzomondiste o asiatiche ben conosciute ma così lontane dalla nostra messa a fuoco per riconoscerle come drammaticamente reali, offriamo continuamente il fianco, i mezzi e gli obiettivi a chi ci vuole colpire pesantemente, minando le nostre convinzioni mal fondate sulla certezza atea, al quanto labile oggi, di una pax universalis eterna interrotta soltanto da atti terroristici riconducibili a culture barbariche vessate da terribili e inumani precetti religiosi.
Di fronte a questi attacchi terribili ai simboli occidentali , arrivare a discorsi di classificazione fra culture diverse é molto facile e del tutto spontaneo e conseguente.
Ed é un errore, grave e, il più delle volte, strumentale alle tesi che si vogliono sostenere.
Vorrei sapere quanti italiani (mi limito nell'indagine) sono convinti che sia un precetto fondamentale del Corano e quindi della tradizione musulmana (identificata spesso ed erroneamente con quella araba) l'uccisione preterintenzionale degli "infedeli occidentali". Secondo me moltissimi, anzi, la stragrande maggioranza della popolazione.
Ciò dimostra che la "guerra fra culture" si puo' combattere in molti modi, niente affatto diversi fra di loro. La religione diventa per cui solo un motivo per acuire le differenze. La jihad non é a senso unico, non lo é mai stata, nemmeno quando erano i Crociati occidentali a proclamarla. Come, d'altro canto, le motivazioni di liberazione dei luoghi sacri erano subordinate a interessi economici e di colonizzazione. Oggi é diverso? La liberazione di certi popoli da regimi cosidetti sanguinari non é forse un pretesto per mettere mano alle risorse economiche e instaurare processi e metodi di controllo subordinato (nei casi migliori) dello stesso?
Certo il colpo ad effetto, l'attentato esplosivo, le decapitazioni, l'uccisione di centinaia di bambini, lo stupro e le torture, producono senza dubbio un effetto maggiore sull'opinione pubblica piuttosto che decenni di ricatti economici, di embarghi, di lacci e lacciuoli fondati sull'appoggio a mo' di ricatto politico-economico verso certi regimi totalitari o peggio dittatoriali o verso certe repubbliche delle banane che spesso amministrano questi Paesi con mezzi vessatori, repressivi o, peggio, lasciando nella più totale indigenza gran parte della popolazione, bambini compresi, con migliaia e migliaia di morti per fame, omicidi e genocidi di massa.
Tutto ciò non é certo una novità. Sono cose che sappiamo bene perchè insite nel DNA delle società occidentali evolute, ma che non hanno comunque il risalto dovuto perchè non supportate dal proclama ufficiale di lotta all'infedele, dall'azione ad effetto in diretta TV e dalla pubblicizzazione sfrenata delle vittime innocenti quale ultimo e più grande spregio nei confronti del nemico.
Non c'è probabilmente nulla di più autoreferenziale della violenza. Ci sono gia' decine di padri delle vittime di Beslan pronti a "martirizzarsi" per vendicare nel modo più violento possibile l'uccisione dei propri figli, espandendo all'infinito un processo l'odio e quindi una violenza che non ha più nulla dell'atto terroristico puro e semplice.
Qualcuno che ha sul balcone le candele dirá "E' giusto così", dimostrando indiscutibilmente che il suo gesto espositivo é più che giusto.
La memoria e la rabbia durano il tempo della luce di una candela, lasciando spazio ben presto all'odio e alla buia vendetta.

posted by TheMAX 22:02 | commenti (1)