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mercoledì, maggio 25, 2005
CAMPAGNA ANTI REFERENDUM
(ovvero pro-astensione:leggasi "andate al mare")
Forse questa volta ci troviamo di fronte alla prima campagna referendaria che non si svolge alla luce delle telecamere (e questo rode parecchio ai promotori del "si") ma che invade in maniera molto più subdola il nostro privato.
Potremmo per la prima volta parlare di una palese e organizzata violazione della privacy da parte di organizzazioni politiche (di Governo e non), le quali non potendo questa volta contare sul supporto dei mass-media generalisti(in quanto il tema discusso non é per nulla politically-correct ne, tantomeno, avvincente sul piano televisivo), hanno ben pensato di mettere a punto tattiche di guerriglia mediatica (meno evidenti, ma più invasive) basate sull'apporto di alcuni kamikaze, seguaci dell'anti-embrionesimo empirico (leggasi "4 pirla che non avrebbero altro mezzo per far parlar di loro", alias, soprattutto,"Radicali & C.") che sproloquiano a vanvera su temi sconosciuti, rilasciando le loro eresie tramite Internet.
Ne abbiamo migliaia di esempi proprio sui blog.
Come al solito, il problema principale non é nemmeno questo, ma é invece la capacità di plagiare le masse convincendole della veridicità di teatrini dell'assurdo su cui nemmeno i medici - unici interlocutori che avrebbero diritto di affermazione - si pronunciano in modo netto e preciso a favore, o contro.
A dire il vero, questa é la tattica consolidata, dall'una e dall'altra parte: paventare scenari indicibili di tecniche di bombardamenti ormonali nei confronti delle donne, parti pluri-gemellari forzati e impianti in utero di embrioni mal formati, oppure nel caso opposto, di impianti di embrioni e loro sacrificio a scopo terapeutico o, peggio, economico, non riconoscimento dell'embrione quale forma di vita di fatto e suo sfruttamento generalizzato a fini sperimentali.
Se il "ragionamento per assurdo" é l'unica arma a disposizione del "Comitato del si" e dei loro antagonisti, è altrettanto evidente come la Scienza Medica "in Campo" (non parlo quindi di quella che si esplica unicamente sulla Rivista "Science", nutrendosi dei miliardi di dollari gettati ogni anno per la "Ricerca", termine quanto mai abusato e quanto mai chiaro) sia restia ad esprimersi su un tema che rischia di essere comunque una sconfitta proprio nei confronti della Scienza Medica stessa.
Penso che solo su un punto si possa essere concordi: quello che il problema necessita in qualsiasi modo di regole certe e precise che escludano a priori qualsiasi abuso, di qualsivoglia natura.
E certo i legislatori non possono, in questo caso, dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, ma devono esporsi in proprio dando alla Legge in materia una chiara connotazione a tutela della Vita - nel suo senso più generale e senza inutili cavilli da Azzeccacarbugli - o a tutela dell'interesse personale dei manipolatori della Vita stessa.
Questo é il problema. La Legge esistente é, di fatto, la meno peggio possibile. Si potrebbe fare di più, si potrebbe, mantenendo il discorso a livello parlamentare, migliorarla e renderla più agevole alla fruizione dei potenziali genitori, escludendo dalla trattazione personaggi e individui che rientrano nel problema principale solo a causa di visioni distorte e incoerenti del problema stesso.
E' giusto scannarsi sull'art. 3,li sta il problema: il riconoscimento o meno della Vita umana a qualsiasi livello di sviluppo e la sua tutela anche contro la volontà di chi l'ha creata.
Ma abbiamo ancora bisogno di una risposta a questo semplice ed enorme quesito, tramite una consultazione popolare?
Non sappiamo cosa rispondere e - per dirla alla Gerry Scotti - chiediamo "l'aiuto del pubblico"?
Ricordo che una risposta a questo tema "il pubblico" l'ha gia' data in tema di aborto, eppure siamo ancora qui a parlarne.
Siamo forse insicuri sulla bontà della risposta gia' data?
Io dico di si. Siamo enormemente insicuri. Perchè non si risolve il problema cambiando il nome ai soggetti in gioco o determinando, a pallino, che solo un "x" numero di cellule sia "embrione" e "x-1" non lo sia più.
Sono giochi deterministici che non cambiano la sostanza ma contribuiscono solo a mettere in pace la coscienza alle future madri ignare e a dare carta bianca ai centri medici specializzati, evitando inutili noie burocratiche.
Fatto é che la campagna elettorale per il "si", è qui: sul web; ed é fatta, per la maggior parte, da persone che hanno chiaro il problema solo in parte o, molto peggio, da persone che si dicono convinte solo per senso di appartenenza politica o comunanza di sesso (naturalmente femminile) e di intenti anti-cattolici.Alla Adel Smith, tanto per intendersi.
Molto meno i siti o i blog che si schierano per il "no" puro; più numerosi invece chi - come me - invita ad astenersi.
Si, perchè questa volta oltre a spiegare le ragioni della mia scelta, invito tutti ad astenersi, riconducendo il tutto per la diritta via, che é quella parlamentare.
Se volete l'esempio dei siti propagandastici, che si alimentano tramite la derisione dell'altra parte, l'esposizione di slogan o simboli (tutti accomunati politicamente), vignette e altri florilegi fintamente sarcastici e realmente di cattivo gusto, potete andare qui.
C'è da parte loro la convinzione di aver gia' vinto.
Da parte mia c'è la sola convinzione che la materia vada in qualche modo regolata e che queste regole siano solo utili ai padri e alle madri consapevoli delle proprie responsabilità.
Tutto il resto è noia, per dirla alla Califano.
Sotto il piano propagandistico, mi auguro (anche se difficilmente avverrà) che il Papa si esponga personalmente invitando all'astensione o all'esprimersi negativamente in merito. Sarebbe molto più efficace di qualsiasi altra campagna.
Io posso solo invitarVi, il 12 e il 13 giugno, ad andare al mare, dedicarVi a piacevoli hobby o amene letture. Qualsiasi cosa scegliate, sarà molto più utile.
