All that glitter, ain't GOLD ::
martedì, agosto 30, 2005
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Un Giovannone come Presidente non lo vogliamo e non ce lo meritiamo.
Non ne avessimo avuto abbastanza di personaggi equivoci alla guida del Toro, un altro clone potenziale di Cimminelli & C. deve essere bloccato assolutamente prima che possa mettere legalmente mano a qualsiasi cosa possa essere associata ai colori granata.
Non ne possiamo più nemmeno dei teatrini dell'assurdo montati ad arte da Chiamparino e dai vari politici comunali a cui interessa soltanto evitare eventuali strascichi di ordine pubblico, sociale, politico ed economico, che potrebbero inficiare l'organizzazione (gia' molto precaria e assolutamente non priva di situazioni poco chiare) delle Olimpiadi invernali del 2006.
Non ne possiamo più del modo in cui alcuni organi di stampa (in primis La Stampa) stanno trattando la vicenda, quasi compiacendosi che la vicenda si ingarbugli sempre più e che la via d'uscita, unica e auspicabile, sia la sparizione del Toro, il suo fallimento economico e la cancellazione dagli annali del Calcio Italiano.
Non ne possiamo più nemmeno dei Salvatori della Patria, personaggi che le successive vicende dimostrano continuamente essere dei burattini mossi ad arte da qualcun'altro e che commettono errori tali che nemmeno un minorato mentale commetterebbe in casi come questo, personaggi che hanno sempre bazzicato intorno all'ambiente granata vantandosi di conoscerlo e cercando di prendere per i fondelli chi pendeva dalle loro labbra per avere notizie esclusive.
Non ne possiamo più dei giornalisti tuttologi che si fregiano di essere di Cuore Granata, alternando articoli sui problemi delle donne in menopausa a quelli sugli hobby enigmistici di Cairo e sul parco auto sportive di Giovannone, sempre pronti a firmare documenti propagandistici contro questo o contro quello e a balzare sul carro del vincitore qualsiasi questo sia.
Parimenti aborriamo le "Bandiere", a meno che queste siano ammainate da tempo, perchè quelle troppo "sventolanti" sono anche quelle più pronte a seguire il vento e a "cambiare aria" non appena spirino brezze economicamente instabili, tali da scapigliare le loro lunghe e bionde chiome.
Questo è quanto: questo, signore e signori, é il Calcio oggi.
Ne più, ne meno di un sabato al mercato rionale, con piazzisti senza scrupoli pronti a vendere mele marce e ammuffite all'interno, quanto splendenti e incerate fuori, con scippatori da quattro soldi che vagano tra i banchi mimetizzandosi da avventori e scegliendo con cura le prede da abbindolare, con venditori e acquirenti pronti a riempirsi la bocca di "questioni di principio" e a cedere o acquistare la merce appena arriva qualcuno che cede alle loro mire puramente speculative.
Fatto salvo che é meglio un TORO in mano a un Cairo che nelle grinfie di un Giovannone, anche la posizione del primo non é per nulla chiara. Perchè tutto l'entusiasmo che sembra animarlo non lo ha speso all'inizio di Agosto per sfruttare, in prima persona, il Lodo Petrucci ? Perchè i suoi timidi contatti gia' al tempo della "trimurti genovese HSL" non si sono trasformati nella veemenza acquisitoria di questi giorni ? Perchè ha contattato Cravero (in vacanza in Liguria) per proporgli sottobanco l'organizzazione di una squadra ex-novo basandosi su un budget di una manciata di euro, e non ha ventilato da subito i roboanti colpi di mercato che é andato spacciando sui giornali e che, in qualsiasi modo, adesso saranno puntualmente mancati ?
Nemmeno Cairo la racconta giusta.
La mia impressione è che di fronte alla trattativa-farsa di questi giorni ve ne sia un'altra, parallela e occulta, che coinvolge direttamente - e senza intermediari - i due protagonisti della vicenda, pronti a dividersi il bottino-Toro nel modo più consono e più redditizio per entrambi. Un teatrino dove, necessariamente, deve risultare rappresentato e interpretato ad arte, sia il Vincitore e Salvatore della Patria Granata, Cairo, sia il despota e barbaro invasore ciociaro, Giovannone. In mezzo, il popolo granata, aizzato nel bene e nel male dai due protagonisti principali e da quelli secondari,necessiaramente di parte, coalizzati nell'interesse ognuno delle proprie tasche e in quello di offrire al pubblico in sala (noi tifosi) uno spettacolo che contenga tutti i fattori necessari a renderlo interessante e verosimile nella rappresentazione dei ruoli interpretati.
D'altronde un buon spettacolo non ha sempre un finale a lieto fine e, spesso, il Principe Liberatore acclamato dal Popolo nell'ultima scena, si trasforma in un despota dittatore senza scrupoli. Ma questo, se sarà, diventerà uno spettacolo successivo. Per ora basta mantenere i ruoli e ingraziarsi, o scatenarsi contro, il pubblico, ne va della riuscita dell'evento, e della fama di entrambi.
Il Toro puo', oggi, essere un vero affare. Un'operazione economica, mordi e fuggi, che puo' portare in pochi mesi a triplicare o quintuplicare il costo dell'investimento, soprattutto senza gli oneri derivanti dai contratti dei giocatori (praticamente trascurabili) e senza quelli, ancor più pesanti, di una situazione debitoria e di scoperto verso il Fisco, definitivamente appianata dal precedente terremoto a cui è stato sottoposta la buonanima A.C. Torino dalla coppia di delinquenti Cimminelli e Romero.
Perchè allora solo Cairo e Giovannone hanno fiutato l'affare?
Vogliamo credere ancora alle favole di un Ferrero intimorito da una caduta verticale di mercato dei suoi ovetti Kinder dovuta al boicottaggio operato dai poveri bambini gobbi e dai rispettivi genitori gobbi ? Oppure vogliamo credere che Arese fosse talmente impegnato a realizzare scarpe da jogging, al punto di non vedere un potenziale affare all'orizzonte ?
La morale é sempre quella più volte insegnata e ripetuta dall'Avvocato Agnelli: Torino città non puo' ospitare due squadre di calcio. Punto.
Imparato e messo da parte questo fondamentale assunto, a nessuno, dico io, puo', oggi come oggi, interessare la gestione ad alti livelli di una società di calcio come il Torino. Diverso è il caso di qualcuno che voglia (come tutti coloro che si sono in questi anni avvicendati alla Presidenza) speculare meramente a scopi economici. In questo caso, e mai come oggi, il Toro è un grandissimo affare. Basterà acquisirlo per niente, formare una squadretta da interregionale (lamentando anche i problemi pregressi e di mercato) e barcamenarsi dignitosamente tra la serie B e la serie C, con buona pace dei tifosi, pronti a rammaricarsi dei "bei" (???) tempi andati e a non far mai mancare un sostegno, e un introito, sicuro, ma assolutamente impari (per usare un eufemismo) alle entrate delle squadre di cui ci vantiamo essere al pari in quanto prestigio sportivo.
E' il nostro destino: ricordare, ricordare e ricordare. Sopravvivere di ricordi per evitare di riconoscere e prendere atto della tristissima realtà dei fatti che, come noi, è poi la realtà che riguarda il 95% delle altre società calcistiche (anche di Serie A).
Questo é il Calcio. Una fuoriserie di grande lusso, velocissima e potentissima, che solo alcuni si possono permettere di guidare mentre molti si possono osare a invidiare ed, eventualmente, provare su strada, con i padroni della stessa seduti in fianco.
Nessuno, invece, ci puo' vietare di scrivere un bel VAFFANCULO, a caratteri cubitali, usando le nostre chiavi sul suo bel cofano metallizzato.
O, volendo, un ... NO TORO, NO OLIMPIADI !
