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mercoledì, agosto 16, 2006
Risposta al Prof. Paolo Bertinetti, docente di letteratura inglese all'Università di Torino.
Questa è una risposta, punto per punto, al Prof. Paolo Bertinetti, docente di letteratura inglese all'Università di Torino e propositore del Manifesto Bianconero, da parte di un umile architetto, libero professionista della Provincia di Torino.
Questa è una risposta indignata, ma assai meno meravigliata, dalle falsità riportate nell'originale a cui rispondo punto per punto e, soprattutto, al quotidiano TuttoSport che l'ha pubblicato in prima pagina dando dignità a spropositi e sproloqui assai originali per un "qualificatissimo intellettuale", come il Professore Bertinetti viene definito da TuttoSport.
PROPOSTA DI DECALOGO PER LO JUVENTINO CONSAPEVOLE.
MASSIMO FANTINO
1) Gli ultimi due campionati sono stati oggetto di vari tipi di illecito sportivo e, perciò, meritatamente revocati alla Juventus.
2) Gli scudetti sono quindi 27. Ed è gia' andata bene, se l'indagine fosse stata estesa agli ultimi 30 anni probabilmente gli scudetti meritati sarebbero molti meno, senza parlare delle Coppe. Il prossimo scudetto - perchè aspettare il 30 esimo che, oltretutto, in condizioni "normali" verrà tra un numero spropositato di anni - sarebbe bello venisse dedicato a Pessotto.
3) La sentenza contro la Juventus l'hanno decretata gli avvocati, i pubblici ministeri, i giudici e compagnia bella, i quali, necessitando "in primis" di salvaguardare la propria giusta parcella e i propri compensi, hanno dato un colpo al cerchio ed uno alla botte, arrivando a una sconcertante sentenza che, in definitiva, è addirittura premiante per la Juventus. Per desiderio di giustizia - desiderio fortemente perseguito con il Genoa non più tardi dell'anno scorso - la sentenza più giusta sarebbe stata la Serie C con 30 punti di penalizzazione. Il Potere Mediatico, peraltro, è fortemente schierato in favore della Juventus,e non il contrario. I quotidiani torinesi, e non solo, per paura di perdere una buona fetta di mercato o per altro, hanno fin da subito messo in atto una campagna vergognosa mirata a disconoscere ogni forma di giustizia che non sia favorevole alla Juventus, non argomentando le motivazioni per cui tale sentenza sarebbe vessatoria ma limitandosi a trattare la squadra bianconera quale vittima designata delle nefandezze altrui e a richiedere, in maniera assolutamente infantile, pene analogamente pesanti anche per le altre squadre coinvolte nel fattaccio. Vergognosa, ancor di più, è stata poi la presa di posizione di personaggi politici di primo piano che hanno pubblicamente disconosciuto i poteri giudiziari, offendendo gli italiani che li hanno votati e portati al potere.
4) Le sentenze della giustizia sportiva italiana non hanno niente a che fare con la Giustizia, questo è vero. La Uefa, nel caso dell'Olimpique Marsiglia non si é intromessa nelle sentenze francesi, limitandosi ad escluderlo dalle Coppe e basta. In questo caso, visto che in ballo c'erano "poteri forti", la Uefa si è sentita in dovere di mettere in "stand-by" il Milan, giusto per non perdere la fiducia delle "grandi elettrici" italiane e mettendo in opera un teatrino dell'assurdo che, sicuramente, sarebbe stato esteso anche alla Juventus.Le motivazioni di Sandulli, ed in genere l'andamento di tutto il processo di secondo grado, sono assolutamente "singolari" (per non dire altro) e - queste si - meritorie di impugnazione da parte di tutti coloro che credono ad un "calcio pulito", essendo motivate unicamente a limitare i danni di tutte le società coinvolte e spianando, di fatto, la strada per ulteriori prolungamenti giudiziari in Camera di Conciliazione e, successivamente, al TAR.
E questo unicamente perchè le imputate si chiamavano Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio. Tale "mano leggera" non è mai stata applicata negli anni scorsi, quando le coinvolte si chiamavano Venezia, Catania, Perugia, Genoa, Torino.
5) Gia' in primo grado la sentenza e le motivazioni dell'accusa, avevano delineato l'esistenza di un progetto generalizzato e mirato a "spartirsi i favori" che coinvolgeva le società più "economicamente forti" a livello nazionale. In tale sistema Moggi non era l'unico a muoversi (ciò è stato dimostrato), ma era sicuramente l'elemento a cui i cosidetti "pesci piccoli" dovevano render conto per poter esercitare le proprie attività. Una sorta di "guardasigilli" a cui tutti dovevano dare informazione dei propri loschi traffici ottenendo l'avallo per poter operare parallelamente, o in comunione di intenti. Tale "potere" di Moggi era gia' da tempo consolidato, ma solo alla Juventus ha trovato la protezione e il campo fertile per poter essere esercitato ed ampliato fino a questo punto.
D'altronde la Juventus ha innegabilmente goduto di favori analoghi, ma anche superiori, anche negli anni in cui la Triade era ancora da venire. Moggi ha solo sfruttato l'ambiente favorevolissimo per aumentare il suo dominio.
6) Qualunque sia l'esito delle vicende processuali e giudiziarie, i tifosi della Juventus devono essere consci e consapevoli che la propria squadra, in un modo o nell'altro, sarà prestissimo oggetto di qualche tipo di condono o di altro metodo che consentirà loro di rientrare presto nel gotha del calcio italiano (se non addirittura da subito). Questo aumenterà a dismisura l'avversità degli altri tifosi avversari verso la Juventus. Su tutti i campi italiani, da Crotone a Milano, la Juventus sarà fischiata e schernita, e il suo nome risuonerà, per moltissimi anni, quale sinonimo di malaffare e corruzione.
7) Soprattutto sarà bene che i sostenitori della Juventus prendano atto che,la sua storia, è sempre stata costellata di episodi analoghi a questi e pure più gravi. Sarà ora che si prenda atto che anche le "vittorie", a cui quest'indagine è estranea, sono quasi tutte macchiate da episodi e fatti analoghi che i suoi sostenitori hanno ormai passato nel dimenticatoio. Scudetti "vinti" all'ultima giornata con una concomitanza di risultati altrui ultrafavorevoli e la cui pluralità e, appunto, concomitanza è degna e paragonabile almeno ad un "5" al Superenalotto. Ripescaggi nelle coppe, per gol di squadre gia' tagliate fuori dalla concorrenza, magari all'ultimo minuto. Per non parlare di fatti molto famosi come il gol di Turone o il rigore di Boniek nella finale dell'Heysel. Anche le passate vittorie internazionali - esempio eccelso la prima Coppa dei Campioni - hanno sempre il marchio di qualche episodio "troppo favorevole". E' da trent'anni che ciò va avanti (e non c'era Moggi). E se dimenticare, o non vedere, è prerogativa del tifoso bianconero, non è lo è certo per quelli avversari, i quali certi episodi macroscopici e vergognosi se li ricordano fin troppo bene, diventando simbolo ed emblema che contraddistingue - e contraddistinguerà sempre - la società bianconera, che sarà per sempre oggetto di scherno e derisione.
8) Anche la vittoria ai Mondiali 2006 è servita ai media prezzolati e ai politici compiacenti per spingere ancor più sull'"operazione colpo di spugna". La decenza poi ha consigliato di non addivenire al risultato sperato tutto di un colpo, ma in fasi successive. Il secondo grado ha consentito di ottenere gia' un gran risultato (che è gia' una vergogna) e di spianare la strada a quello che verrà successivamente: l'Apoteosi della Vergogna.
La vendita dei Campioni del Mondo era un'operazione gia' meditata da tempo: anche nel corso del processo la società Juventus ha sempre battuto sul fatto che, in tempi non sospetti, si era proceduto ad un totale "repulisti generale" allo scopo di far recuperare la verginità ormai persa da tempo immemorabile.
9) Gia' queste ragioni sarebbero sufficienti per evitare che intellettuali vittimisti, giornalisti prezzolati e politici corrotti, si prendessero la briga di replicare pubblicamente o, peggio, usare pagine di giornali per gettare fango su giudici e magistrati, adducendo ragioni infantili e senza senso e, soprattutto, dimenticando gli anni passati che, come gia' detto, sono ricchi di episodi e fatti assai peggiori a quelli di cui si sta parlando. Queste ragioni, dovrebbero per lo meno dare adito ad un momento di silenzio e di meditazione su un'intera storia di nefandezze e, al contempo, offrire l'occasione per dare la svolta iniziando un'opera necessaria di recupero dell'onorabilità.
10) In ogni caso, molte volte la fede juventina e la fede religiosa, fatte le debite proporzioni, sono equiparabili:tutti sono pronti a professarsi cattolici ma, la domenica, le Chiese sono sempre più deserte. Si va in Chiesa a Natale, Pasqua, ai matrimoni e ai funerali. Nelle occasioni, insomma.
In questo, lo juventino è parecchio "cattolico": pronto com'è a riempire lo stadio solo in occasione della finale di Champion's League e a darsi latitante gia' nei quarti di finale.
Quest'anno (forse) c'è un'occasione per redimersi e riempire magari lo stadio in occasione dei playout per non andare in serie C.
La si prenda come una necessaria penitenza che il tifoso bianconero (vero) accetterà in virtù dei tanti anni di vacche grasse.
Mi correggo, erano delle finte magre.
In fede
Architetto Massimo Fantino
Tuttosport aveva pubblicato questo, in prima pagina:
PROPOSTA DI DECALOGO PER LO JUVENTINO IDEALE
PAOLO BERTINETTI
1) Gli ultimi due campionati sono stati vinti meritatamente sul campo dalla Juventus.
2) Gli scudetti della Juve sono quindi 29. Il prossimo sarà il trentesimo e sarebbe bello che venisse dedicato a Pessotto.
3) La sentenza contro la Juventus l’hanno decretata i media, prima dell’inizio dei processi, non per desiderio di giustizia, ma per desiderio di distruggere una squadra troppo forte, invisa ed estranea ai centri del potere mediatico.
4) Le sentenze della giustizia sportiva italiana non hanno niente a che fare con la giustizia. La Uefa, che per il cosiddetto schiaffo morale al Milan teneva conto delle sentenze italiane, lo ha ammesso in Champions perché « non c’erano basi legali» su cui fondare il rifiuto. La Juve è stata condannata nonostante non ci fossero basi legali per farlo: lo ha dichiarato lo stesso presidente Sandulli, quando ha riconosciuto che non c’era stato nessun illecito.
5) Già la sentenza di primo grado ammetteva che non esisteva la cupola Moggi, ma che ciascuna squadra faceva i propri interessi: se per questo ai dirigenti della Juve sono da imputare delle colpe, è evidente che tali colpe non possono essere maggiori di quelle dei dirigenti del Milan, che era in posizione di predominio assoluto in Lega e nelle televisioni (e al governo).
6) Qualunque sia l’esito delle vicende processuali, i tifosi della Juve sanno che, a prescindere da errori o eventuali colpe commesse dai suoi dirigenti, la loro squadra è stata vittima di un vero e proprio linciaggio.
7) Soprattutto sanno di essere i sostenitori di una squadra che nella sua storia ha avuto grandissimi campioni, da quelli degli anni Trenta a quelli degli anni Cinquanta, da Boniperti, Sivori e Charles ai campioni di Trapattoni, da quelli di Lippi a quelli di Capello. E che i campioni juventini sono stati decisivi per le vittorie della Nazionale ai Mondiali del passato.
8) Anche per la vittoria ai Mondiali 2006 sono stati importantissimi i cinque giocatori della Juventus. E la “ sentenza anticipata” serviva anche a costringere di fatto alcuni di loro ad andarsene, togliendo alla Juve 2006/07, comunque andassero a finire i processi, il vantaggio e l’onore di avere in squadra cinque campioni del mondo.
9) E’ per tutte queste ragioni, in positivo e in negativo, che siamo intenzionati a sostenere la Juve senza riserve e a rinfacciare ai suoi accusatori il loro moralismo pretestuoso e peloso.
10) In ogni caso, per la fede juventina e per la fede religiosa, fatte le debite proporzioni, vale lo stesso discorso: nessun cattolico, per quanto severo e rigoroso, si umilia e si fa umiliare a causa delle colpe di alcuni Papi.
Lanciato in prima pagina dal nostro giornale giovedì dal nostro giornale giovedì 13 luglio per mano di un qualificatissimo gruppo di intellettuali, il Manifesto Bianconero ha subito raccolto il pieno consenso del grande popolo juventino. Ora il professor Paolo Bertinetti, docente di letteratura inglese all'Università di Torino e autentico motore dell'iniziativa, propone il decalogo del neo-Comitato dei Probiviri del quale abbiamo parlato martedì 5 agosto. Si tratta di un ulteriore passo in avanti, con una richiesta rivolta a tutti gli juventini: partecipate inviando suggerimenti, correzioni, critiche o ulteriori punti per completarlo. La riscossa ha sempre bisogno di idee.
